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"Ottorino Respighi-'Vetrate di Chiesa – 4 impressioni per orchestra'" scritto da Giovanni Panella

Giovanni Panella

Ottorino Respighi
 
Vetrate di Chiesa – 4 impressioni per orchestra
scritto da Giovanni Panella
 
Iniziamo questo viaggio musicale con una composizione sinfonica italiana della prima metà del XX secolo.
“Vetrate di Chiesa” è un brano per grande orchestra sinfonica del compositore italiano Ottorino Respighi.
Essa esprime e descrive perfettamente i caratteri, le peculiarità e l'”impressionismo” del  sinfonismo italiano di quel periodo, che con i compositori della generazione dell’Ottanta e, in particolare con Ottorino Respighi, arriva alle sue vette espressive più alte.
È stata composta nel 1926 ed è stata eseguita per la prima volta nella Symphony Hall di Boston il 25 febbraio del 1927.
Nel sottotitolo: 4 impressioni per orchestra, è indicato lo spirito che anima quest’opera. Molte composizioni sinfoniche italiane di quel periodo infatti, al pari di quelle francesi, si riproponevano di evocare determinati paesaggi, luoghi o scene di vita presente e passata attraverso una sorta di “pittura musicale” combinando ad arte suoni, armonie, combinazioni strumentali, temi popolari che avevano il potere di “dipingere” e far vedere all’ascoltatore ciò che il compositore aveva descritto con la sua partitura.
Una sorta di impressionismo musicale però scevro da qualsiasi intento artistico rivoluzionario, come accaduto nella pittura.
Se è vero, come Leonard Bernstein asserì durante uno dei suoi Young People’s Concerts, che la Musica non ha il potere di descrivere un’immagine, non ha nulla di visuale, è anche vero che, se alla musica si aggiunge una premessa, si dichiara cioè cosa si intende descrivere, il suo potere evocativo è enorme ed estremamente efficace.
È questo l’obiettivo della cosiddetta “Musica a programma”, di cui Respighi è stato uno dei massimi e geniali interpreti.
Proprio quest’opera è un esempio perfetto di quanto sia l’affermazione di Bernstein, così come l’idea di musica a programma, siano egualmente valide dato che la sua origine è pianistica e “assoluta”.
Vetrate di chiesa è composta da 4 movimenti, ognuno dei quali descrive una vetrata: La fuga in Egitto, San Michele Arcangelo, Il mattutino di Santa Chiara e San Gregorio Magno.
Anche quest’opera è segnata dall’interesse del compositore nei confronti della musica antica di cui riprende stilemi compositivi, forme, melodie etc. Questo materiale antico viene elaborato con maestria attraverso tecniche compositive e di orchestrazione di assoluto pregio.
I primi 3 movimenti infatti sono la trascrizione dei “Tre preludi sopra melodie gregoriane” per pianoforte (successivamente orchestrati ma da cui si evince già un’anima e un respiro sinfonico),  a cui si aggiunge il quarto movimento, San Gregorio Magno, composto ex novo per la nuova opera.
Le masse orchestrali sono molto ben utilizzate e distribuite essendo il primo e il terzo movimento più intimi, ben declamati e cantabili nelle loro melodie, molto ricercati nell’orchestrazione, soli di legni, arpa, e in particolare la celesta che nel terzo movimento crea una meravigliosa atmosfera con il suo ostinato, unita agli archi.
Il secondo e il quarto sono invece grandiosi, esplosivi ed energici. I temi musicali sono presentati con forza, vigore e molto accentati nella loro esecuzione.
Nel secondo movimento i bassi, i tromboni e i fagotti intonano il tema principale circondati dalle scale cromatiche degli altri legni e archi in atmosfera da battaglia celeste. L’alternanza tra l’impetuoso e l’intimo è dosata con perizia arrivando al secondo tema declamato da corni e corno inglese fino poi a tornare all’esplosione finale.
L’ultimo movimento si può invece considerare come un gran “crescendo” dall’inizio misterioso e lugubre con suoni di campane e di gong, fino al grandioso “tutti” finale.
In pratica tutto il movimento si fonda su l’elaborazione della melodia gregoriana del Gloria della “Missa de Angelis” (declamato anche dal solo dell’organo prima del finale) e concludendosi, come descritto da E. Johnson a conferma del potere evocativo della musica, come una “incoronazione papale in suoni”.
 
 
 
Per l’ascolto consigliamo la versione diretta da Goeffrey Simon sul podio della Philarmonia Orchestra (disponibile in parte su YouTube o sugli store digitali).
 
Tuttavia è interessante ascoltare anche la versione originale pianistica, “Tre preludi sopra melodie gregoriane”.
Consigliamo la versione, presente anche su YouTube, suonata da Konstantin Scherbakov.